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Produzione biometano da Forsu: come funziona e vantaggi

By 20 Ottobre 2019 No Comments

Come avviene la produzione di biometano da Forsu? Esaminiamo nel merito tutti gli aspetti tecnici relativi la produzione di biometano.

Forsu – Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano

Per Forsu (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano) si intende il materiale organico, altrimenti detto umido, raccolto grazie alla raccolta differenziata: trattasi principalmente di residui di cibo o preparazioni alimentari e frazioni assimilabili in genere, come ad esempio la carta per alimenti sporca di residui alimentari. Dato molto significativo da un punto di vista statistico, che la Forsu costituisce oggi dal 30 al 40 per cento del peso dei rifiuti solidi urbani. Questo tipo di materiale viene mescolato con altre frazioni, quali ad esempio gli sfalci delle potature e digerito grazie all’intervento di batteri. Grazie alla raccolta differenziata del materiale organico è oggi possibile ridurre notevolmente in discarica le emissioni di gas serra, quali ad esempio il gas metano e al contempo limitare la formazione di percolato: quest’ultimo è particolarmente ricco di microorganismi (anche patogeni) in grado di operare l’inquinamento delle falde acquifere.

Come avviene la produzione di biometano da Forsu 

Ma come avviene la produzione di biometano da Forsu? Il biometano si sta negli ultimi anni affermando come un importante prodotto derivante dalla filiera del riciclo di rifiuti organici. I “biodigestitori” sono oggi in grado di produrre compost e biometano: quest’ultimo rappresenta una fonte di combustibile naturale e un’importante e preziosa fonte di energia rinnovabile. Entro quest’anno la produzione di biogas da rifiuti organici potrebbe avere importanti sviluppi sfiorando il numero di 200 milioni di metri cubi prodotti. Ogni persona che decide di impegnarsi nella raccolta dei rifiuti organici, potrà vedere trasformati questi ultimi in biometano, in grado di garantire il percorso di 100, 120 chilometri ogni anno; da ciò si intuisce la grande importanza che riveste oggi la produzione di biogas. Tutto il settore biowaste è caratterizzato da importanti sviluppi di tipo economico e occupazionale. Secondo gli studi e le proiezioni effettuate dal Consorzio Italiano Compostatori, il volume d’affari complessivo generato dal biogas ammonta a circa 1,8 miliardi di fatturato; i posti di lavori generati dall’industria del biogas sono rispettivamente 9.800, ovvero il 9 per cento in più rispetto all’anno precedente; si sta parlando di circa 1,5 posti di lavoro ogni 1000 tonnellate di rifiuti circa.

Industria e costruttori di impianti biogas

Analizzando i dati relativi la produzione di biogas e i costruttori di impianti in Italia, emerge che per quanto concerne l’andamento della digestione anaerobica, nell’anno 2017 quest’ultima ha trattato più del 50 per cento dell’umido raccolto in forma differenziata. Grazie al trattamento delle frazioni organiche selezionate con digestione anaerobica è possibile recuperare materia e allo stesso tempo energia. Oltre al compost che viene utilizzato come fertilizzante naturale, viene ottenuto biogas da Forsu, che potrà essere trasformato in biometano per l’emissione in rete. Il comparto produttivo per la produzione di biogas in Italia è in costante sviluppo: tra gli anni 2017 e 2018 sono infatti nati in Italia 8 impianti consorziati CIC, dei quali 2 in fase sperimentale. Questa tipologia di impianto nato in Italia è oggi in grado di operare la purificazione di biogas e la produzione di biometano esclusivamente con il trattamento di rifiuti organici della raccolta differenziata urbana. Il biometano prodotto viene immesso nella rete nazionale ed impiegato per l’autotrazione. Biogas e biomasse rappresentano il futuro della produzione di fonti di energia rinnovabili.

 

L’innovazione di Agatos, il brevetto Biosip

 Gli impianti sopra descritti hanno delle limitazioni e delle criticità. In particolare il concetto di produrre del compost con i residui della biodigestione prevede un processo altamente odorigeno che mal si concilia con la vicinanza con centri abitati; inoltre il compost prodotto difficilmente può essere concretamente impiegato come fertilizzante naturale, in quanto non sottoposto a pastorizzazione ed a processi efficaci di pre trattamento, quindi risulta normalmente contaminato da residui plastici, spore ed altri materiali inquinanti. Questi impianti sono inoltre spesso poco efficienti, utilizzando processi di trattamento a secco.

Agatos ha sviluppato una tecnologia, brevettata a livello internazionale con il marchio Biosip, che oltre a rendere molto efficiente la produzione di biometano (circa il 25% in più degli impianti tradizionali) ed avere un utilizzo più efficiente del suolo (mediamente il 70% in meno di un impianto tradizionale) ha la caratteristica di non produrre compost ma solamente prodotti di valore, come acqua osmotizzata, ammendante agricolo e solfato d’ammonio (concime agricolo) grazie ad un procedimento ad umido che integra pastorizzazione ed evaporazione. Questa tecnologia di conseguenza non ha alcuna emissione odorigena!

Agatos ha avviato la costruzione della prima centrale di produzione di Biometano da FORSU in provincia di Milano, che sarà in esercizio entro la fine del 2020 e sta sviluppando altri importanti progetti.

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